Giovanni Bernuzzi intervistato da Gli amanti dei libri

cop_Solo ma verocover_stesa_Santiago[1]Su Gliamantideilibri.it Martino Ciano “a tu per tu” con Giovanni Bernuzzi, direttore di Happy Hour edizioni e autore di Solo ma vero e Diario di Santiago.

http://www.gliamantideilibri.it/archives/24422

Parliamo di Solo ma vero. Come è nato questo libro?

“Mis aficiones” scrive Antonio Machado “son pasear y leer”. Sono anche le mie e ad esse ho dedicato due libri: Diario di Santiago al camminare e Solo ma vero al leggere, l’attività che sin da bambino ha riempito la parte maggiore e migliore del mio tempo e da cui ho ricevuto di più. Leggo sempre, mi piace camminare per pensarci sopra e scrivo per condividerne l’emozione. In ogni capitolo di Solo ma vero, che ho scritto e riscritto per quasi vent’anni, prendo spunto da un autore, da un libro che amo. Ricordo cosa provavo, vivevo, sentivo, amavo, sognavo al tempo in cui lo leggevo per la prima volta, cosa avveniva in me e nel mondo intorno a me allora, ma anche, muovendomi sui due piani temporali, mentre ne stavo scrivendo.

Riconoscersi in ciò che si legge aiuta a vivere meglio?

Pensare e sognare aiuta a vivere, leggere aiuta a pensare e sognare.

Scrivere. Perché?

Per lo stesso motivo per cui si fa qualsiasi cosa valga la pena: per amore. Scrivere è per me un di cui del leggere, dell’amore per la lettura. Se ti piace ascoltare musica, ti viene voglia di suonare e di cantare; se sei appassionato di calcio o di qualsiasi altro gioco, ti piace vedere la partita ma anche giocare. Non conosco un musicista che non passi la maggior parte del suo tempo ad ascoltare musica, ma ho conosciuto molti, soprattutto da quando faccio anche l’editore, a cui non piace né interessa granché leggere ma hanno deciso, ed è per me inspiegabile, di “fare” gli scrittori. E scrivono anche tanto, pur avendo poco o niente da dire, visto che non leggono e quindi hanno molto più tempo. Non si può “essere” uno scrittore se non si ha qualcosa da dire e un modo in cui dirlo: un pensiero e una scrittura. Se manca la scrittura (e manca se non c’è la lettura) non c’è per definizione lo scrittore; se manca il pensiero, allora non c’è nulla che valga la pena leggere, né tanto meno scrivere.  

A chi consiglieresti i tuoi libri?

A chi ama leggere, a chi ama camminare, a chi ama pensare. A chi ama.

Cosa c’è nel futuro di Giovanni?

Come editore, a settembre ci sarà l’uscita dell’antologia di racconti Milano forte e piano 3 – Storie di eros e di amore a Milano, curata da me come le due precedenti (con Storie camminando pedalando correndo per Milano e Storie di musica a Milano). Come autore è in preparazione un libro che penso sarà completato per la fine del 2014. Come uomo, non so quando… il mare.

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